SANITA’:STATO NON PAGA, INDUSTRIE BIOMEDICHE RISCHIANO CRISI (Ansa, 2011-03-24)
24 marzo 2011
Con tempi medi di pagamento da parte degli enti pubblici superiori a un anno, e in qualche caso di piu’ di quattro, e un credito che ormai supera i 40 miliardi di euro le aziende che forniscono dispositivi medici rischiano il fallimento. L’allarme e’ venuto dal convegno ‘Industria al servizio della Salute’ organizzato da Assobiomedica a Roma .
‘La situazione e’ preoccupante – ha affermato Angelo Fracassi, presidente dell’associazione che riunisce le aziende – in alcune regioni i soldi non arrivano, e ormai le banche si rifiutano di considerare a garanzia i crediti nei confronti del pubblico perche’ li ritengono non esigibili’.
Sulla questione l’associazione ha presentato un ricorso alla Corte Ue, e proprio dall’Europa potrebbe venire un’ulteriore bacchettata all’Italia: ‘Entro un anno bisognera’ recepire la direttiva europea che impone i pagamenti a 60 giorni per la sanita’ – continua Fracassi – e ci chiediamo come fara”.
D’accordo con l’analisi anche Raffaello Vignali (Pdl), vicepresidente della commissione Attivita’ Produttive della Camera: ‘La sensazione e’ che il problema non sia affrontato in questo momento a nessun livello – ha affermato – si sta adottando un criterio ‘ragionieristico’, basato solo sull’oggi, ma a lungo termine chi paga male paga anche di piu”.
Fra le soluzioni prospettate durante il convegno c’e’ stato il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti, o la rateizzazione dei debiti in cambio di un’accelerazione nei pagamenti futuri: ‘Noi non possiamo arrivare a forme di protesta clamorose come l’interruzione delle forniture, perche’ ci arriverebbero i Carabinieri a casa – ha concluso Fracassi – ma la situazione sta diventando insostenibile’.
(ANSA).








