Lecco: “Da Moschetti parole offensive e figlie di una logica veterocomunista”

27 Maggio 2010

“Le prime parole dell’assessore Moschetti sono semplicemente offensive e figlie di una logica veterocomunista sepolta dalla storia”, così Raffaello Vignali (PdL) a commento delle dichiarazioni di Mario Moschetti sulle scuole paritarie ruilasciate oggi al quotidiano La Provincia di Lecco.
“I ragazzi che frequentano le scuole paritarie non sono né figli di papà, né lavativi. E se l’Assessore fosse capace di leggere le statistiche ufficiali scoprirebbe che le scuole paritarie - che sono “pubbliche non statali” e non “private”! - hanno performances superiori come qualità a quelle statali, oltre a costare mediamente la metà di queste”, prosegue Vignali che conclude: “Se poi l’assessore si scomodasse dal suo ufficio e andasse a vedere la realtà, scoprirebbe con sua grande sorpresa che a Lecco non ci sono scuole per “asini d’oro”, ma scuole nate da cittadini protagonisti che hanno a cuore prima di tutto l’educazione dei loro figli. Spero che il sindaco Brivio smentisca categoricamente non solo le intenzioni del suo assessore, ma anche questa impostazione culturale da lotta di classe e da antagonismo sociale”.
 

Statuto delle Imprese: una rivoluzione culturale (dal discorso di Eugenio Massetti presidente di Confartigianato Brescia del 23 maggio 2010)

25 Maggio 2010

Come potremo mai vincere l’immane battaglia di un accesso al credito più agevolato, come potremo ottenere di superare le norme pro cicliche di Basilea 2, come potremo vincere le battaglie contro una fiscalità troppo pesante, contro norme ambientali solo buorocratiche e vessatorie, se non con questa coscienza di essere uniti, liberi e forti?

Subito dopo le prime avvisaglie di crisi, Confartigianato, ma ad onor del vero anche altre organizzazioni imprenditoriali, aveva richiesto all’appena insediato Governo un gesto clamoroso ed una riduzione di circa 2 punti delle aliquote IRPEF. Non abbiamo visto nulla. Oggi ancora si parla di una riforma fiscale, nebulosa e indefinita, che si porterà a termine in tre anni.

Vogliamo che la strada della rinascita passi da una rivoluzione anche culturale. Vogliamo che questo paese la smetta di mettere i buoni da una parte (i lavoratori) e i cattivi dall’altra (gli imprenditori). I cattivi stanno altrove, non sono né i lavoratori, né gli artigiani!

Noi vogliamo che lo Stato promuova il concetto onesto di impresa e non solo il sacrosanto diritto di chi è lavoratore subordinato a vedere riconosciute le sue protezioni e le sue tutele.

Ecco perché abbiamo dato un titolo al nostro incontro. Artigiani Bresciani: liberi di fare impresa? Sì, col punto interrogativo. Siamo davvero liberi?

Ecco perché ci è parsa una novità culturale, unica nel panorama degli ultimi anni, l’ipotesi di disegno di legge a Tutela della Impresa (lo Statuto della Impresa, che non si oppone a quello dei Lavoratori ma che gli si affianca, con la medesima dignità), su cui subito dopo ci soffermeremo. Continua »

Cesana Brianza, Vignali: “Situazione kafkiana”

17 Maggio 2010

Raffaello Vignali torna sull’esito del referendum di ieri a Cesana Brianza: “Ora siamo a una situazione kafkiana: il sindaco afferma che “la decisione non cambia”, motivando con il fatto che “se la maggioranza della popolazione fosse stata contraria, avrebbero prevalso i no”, come ha dichiarato a un portale di informazione locale”.
Vignali non fa sconti al primo cittadino: “Questo significa negare la realtà! I cittadini di Cesana Brianza hanno bocciato la linea del sindaco. Ne prenda atto e torni sui suoi passi: è ancora in tempo”.
Il parlamentare PdL, che ha difeso sin dall’inizio il “Redaelli” e il diritto delle famiglie cesanesi di continuare ad affidare i loro piccoli alla struttura, conclude: “Non si rende conto che, dopo aver diviso il paese, i cesanesi gli stanno chiedendo di desistere?”.

Cesana Brianza: bocciata la proposta della statalizzazione dell’asilo

17 Maggio 2010

“Il referendum sulla stalizzazione è fallito. Il 70% dei cittadini di Cesana Brianza ha manifestato legittimamente, attraverso l’astensione, la propria contrarietà o il disinteresse totale per la proposta di statalizzazione della scuola materna sostenuta dall’Amministrazione – così commenta l’Onorevole Raffaello Vignali il fallimento della consultazione referendaria di ieri -  Anche i numerosi manifesti con l’appello al voto affissi con punti metallici sugli alberi della piazza non hanno evidentemente convinto i cesanesi, che hanno anche fatto fatica a capire perché il Comune abbia tagliato le spese per sostenere le famiglie e abbia buttato 4.000 euro per un referendum dal fallimento annunciato. Ma soprattutto non sentono la necessità di una nuova scuola, visto che hanno già una delle scuole dell’infanzia paritarie migliori in termini di qualità e la meno costosa in assoluto della provincia (-40 euro al mese rispetto alla media)”.
“I cittadini di Cesana chiedono sussidiarietà, cioè la valorizzazione di quello che nasce dalla comunità, da parte dell’istituzione comunale. L’Amministrazione prenda atto della volontà popolare e rinnovi immediatamente la convenzione con l’Ente morale “G. Redaelli””.