Crisi? Costruiamo il futuro (di Jakob Panzeri)

Da un giovane studente liceale mi è giunto questo contributo in tema di etica e politica, che condivido con voi.
Raffaello

Crisi? Costruiamo il futuro
Ricordo una favola di Esopo tradotta all’inizio della quarta ginnasio: un anziano padre, in punto di morte, rivelava ai suoi due figli che nelle viscere della terra del loro campo era  stato sepolto un tesoro preziosissimo. Costoro, officiate le offerte funebri, armati di vanghe e zappe si erano subito diretti al campo e pur scavando ininterrottamente non avevano ottenuto nulla. I giovani rimasero delusi perché non avevano trovato  uno scrigno ripieno di talenti e mine d’argento (come la loro immaginazione avrebbe potuto  suggerire), ma in realtà avevano trovato il tesoro ed esso non era altro che il lavoro. Quanto mai primaria nei nostri telegiornali e non solo è divenuta la crisi economica (la peggiore dal 1929) e mi sembra necessario dedicarle un po’ di spazio anche grazie al pensiero di Adam Smith. Con la scrittura delle “Ricerche sopra la natura e la causa della ricchezza” (1776) è considerato a buon diritto il padre del Liberismo. La riflessione di Smith, come ben espone lo storico De Bernardi, prevedeva come fattore ultimo della ricchezza delle nazioni non la fertilità della terra, come precedentemente affermato dai fisiocrati, ma il valore creato dal lavoro. La vera ricchezza non sarebbero infatti le aleatorie cifre di Wall Street che, come una molla appesa ad un soffitto salgono e scendono (anzi, adesso scendono e basta) ma la nostra creatività, la nostra intelligenza e la nostra produttività. Questo è un pensiero che mi ha sempre colpito e di cui ho trovato conferma in una conferenza tenutasi il 27 febbraio all’auditorium di Cernusco Lomabardone  con il ministro delle pari opportunità  Mara Carfagna, con Maurizio Lupi, vice-presidente della Camera e Don Inzoli, presidente del Banco Alimentare. Il banco alimentare, per chi non lo sapesse, organizza la nota colletta che si tiene nella terza domenica di novembre. Raccontava Don Inzoli che tempo fa aveva dovuto presentare in Parlamento questa attività e si era diretto a Montecitorio abbastanza spaventato: in un posto dove, purtroppo, basta che un gruppo proponga un’idea e necessariamente questa idea diviene negativa per l’altro gruppo, si aspettava di certo di ricevere qualche critica o qualche “ah”. La sua preoccupazione era cresciuta ancor più accorgendosi che un altro stava esponendo il suo discorso, cosicché , improvvisando, si era messo a parlare dell’Educazione datagli da sua nonna. “Quando qualcuno bussava alla mia casa a chiedere qualche elemosina, mia nonna dal portico mi diceva “Corri”. Solamente la parola “Corri” e nient’altro. Io mi precipitavo in cucina e preparavo una misura di farina, ma non come faceva il venditore, scuotendo gli strumenti perché ce ne andasse giusto il necessario, ma anzi schiacciando la farina con le mie manine di bimbo perché potesse andarcene di più”. Inaspettatamente, da ogni ala del palazzo, indipendentemente dal colore politico, si era levato un coro di applausi. C’è dunque qualcosa nei cui confronti l’uomo non può che piegarsi e riconoscere una Presenza ed in particolare questo misterioso qualcosa è la Carità. Attenzione: non illudiamoci che carità significhi  dare una monetina all’indigente “Se anche dessi tutti i miei beni ai poveri, ma non avessi la Carità non sono nulla” (Paolo di Tarso, lettera ai Corinzi): essa in realtà è un atteggiamento di vita! L’onorevole Lupi ha quindi giustamente completato il discorso affermando che la vera risposta- fate attenzione -la vera risposta alla crisi economica non può venire dall’economia ma dalla morale (un tempo l’economia era un ramo di filosofia morale) e dalla riscoperta di due valori fondamentali: il Lavoro e la Sussidiarietà. Giustamente i governi sono intervenuti promettendo aiuti, cercando di incentivare la concorrenza o nazionalizzando le banche ma ci deve essere qualcosa di più per non ricadere nei nostri errori: fondare una nuova casa sui Valori che sempre di più un pensiero dominante , il cui egoismo trionfa in un nichilismo vacuo ed in un relativismo che soffoca il cuore dell’uomo , vuole oscurare,  illudendoci in un pericoloso vuoto delle Virtù che invece sono soprattutto atti concreti e sentiti. Voglio infine concludere con le parole espresse da Pascoli ne l’Epistola ai giovani ed indirizzate proprio a noi: “O giovani, amate la Cultura non per la gloria o il vantaggio che essa potrà procurarvi, ma perché essa è  la più alta espressione del valore dell’uomo.  Amate la Patria e credete: credete nella Giustizia, nell’Amore, nella Bellezza , nella Verità e allora avverrà che la Patria vi elogi, l’Arte vi conforti e la Cultura vi salvi”. Vediamo di metterle in pratica. Costruiamo il futuro!

Jakob Panzeri

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