Cesana Brianza: astensione sul referendum!
Il Referendum approvato lunedì 26 aprile dal Consiglio comunale di Cesana su proposta del sindaco, che chiederà ai cittadini se vogliono “l’istituzione della scuola dell’infanzia statale nel Comune di Cesana Brianza”, è un atto di grande fantasia. Infatti, questo referendum è al tempo stesso illegittimo, perché un ente può indire referendum esclusivamente sulle materie di propria competenza; è una solenne truffa, perché il sindaco ha già dichiarato che non ne terrà conto in ogni caso; ed è uno spreco inutile perché si buttano 4.000 euro per nulla. Per questo, terremo la linea dell’astensione, che significa la bocciatura del referendum, dimostrando che i cittadini di Cesana sono contrari all’istituzione di una nuova scuola statale e, in ogni caso, non ne sentono in alcun modo la necessità, perché una scuola materna ce l’hanno già!
Valuteremo la possibilità del ricorso al TAR con richiesta di sospensiva, sia per i motivi di illegittimità, sia perché la “grande sensibilità democratica” della Giunta di Cesana non ha previsto nella delibera spazi per la propaganda riservati alla posizione dell’astensione, ma solo per i sì e per i no: al referendum, invece, l’astensione è una posizione politica precisa, di pari dignità rispetto alle altre, e ne deve essere democraticamente garantita la possibilità di espressione.
Se questa “fantasia” non stupisce, stupisce di più il bilancio presentato dal sindaco sempre lunedì sera: tagli a scuola, servizi sociali e cultura; spese per gite a Parigi e sulla neve per qualcuno a spese del Comune, aumento della tassa sui rifiuti per le famiglie e, ancor di più, per le imprese. Se questa è la “ricetta anticrisi” dell’amministrazione di Cesana, non è per niente male: per fortuna il federalismo fiscale arriverà dopo che questa maggioranza sarà andata a casa!








