Carlo Sangalli (Confcommercio) sullo Statuto delle Imprese
Dal discorso di oggi, 16 giugno 2010, in occasione dell’assemblea annuale di Confcommercio a Roma
“… Settimo punto: costruire le “reti” per la crescita delle piccole e medie imprese dei servizi.
Lo Small Business Act – l’atto con cui l’Europa ha riconosciuto la necessità di politiche dedicate alle Pmi – è stato fatto proprio ed implementato dal nostro Paese con una specifica direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La proposta di legge d’iniziativa parlamentare bipartisan in materia di Statuto delle imprese, di cui è primo firmatario l’Onorevole Raffaello Vignali, intende sviluppare il dettato dell’articolo 41 della Costituzione, declinando, sulla base dei principi di libertà di iniziativa e di sussidiarietà, i diritti fondamentali delle imprese.
Sono buone premesse istituzionali e politiche: per passare dal tempo delle promesse al tempo del fare!L’obiettivo deve essere quello di consentire a tutte le imprese, quale ne sia la dimensione, di ricercare maggiore efficienza e di meglio competere.
L’obiettivo è, insomma, la crescita delle imprese. Di tutte le imprese: piccole, medie o grandi che siano.
Perché, per le piccole imprese, non vogliamo “riserve indiane” al cui interno lentamente si deperisce e si muore!.
Vogliamo, invece, che crescano, che possano crescere!
Crescita anche attraverso le aggregazioni di gruppo e di distretto, di filiera e di rete.
Noi – noi di Confcommercio, noi di R.E TE. Imprese Italia – guardiamo dunque con particolare interesse alla disposizione della manovra in materia di reti di imprese.
Reti cui dovrebbero competere “vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonché la possibilità di stipulare convenzioni con l’ABI.
E’ bene, intanto, che, come avevamo richiesto, si proceda alla proroga dell’avviso comune in materia di moratoria dei debiti delle imprese nei confronti delle banche.
Perché l’accordo – che certo non ha risolto ogni problema – ha comunque consentito alle imprese di potere far conto su circa 10 miliardi di euro di liquidità in più.
Alle banche continuiamo dunque a chiedere di agire con lungimiranza, con più lungimiranza, rafforzando la relazione di prossimità con il territorio e con le imprese, e valorizzando il ruolo dei consorzi fidi.
Al Governo continuiamo a chiedere di far sempre più leva sul ruolo del Fondo centrale di garanzia e di richiamare, a livello internazionale, l’attenzione sui rischi di Basilea 3″.








