Giovani che vogliono innovare Milano diventa capitale delle idee (2011-05-06, www.corriere.it)
venerdì 6 maggio 2011
Leggi l’articolo
http://www.corriere.it/economia/11_maggio_05/italia-camp_4e92fc2a-7735-11e0-a006-4d571262b3cd.shtml
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martedì 3 maggio 2011
- ROMA, 03 MAG – Il presidente di Rete IMPRESE Italia, Giorgio Guerrini e’ intervenuto alla Commissione Industria del Senato per sollecitare una rapida approvazione dello Statuto delle IMPRESE, con l’auspicio ‘che il provvedimento possa avere l’unanimita’ di consensi registrata alla Camera’.
Lo Statuto ‘rende applicabili i principi dello Small Business Act alla legislazione nazionale, individuando norme – ha dichiarato Guerrini – che consentiranno di porre le piccole e medie IMPRESE al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo’. ‘Rete IMPRESE Italia – ha sottolineato il presidente – ha condiviso fin dalla sua genesi questa normativa perche’ rovescia la tradizionale prospettiva di privilegio della grande industria, applica il principio di liberta’ economica espresso dalla Costituzione e contribuisce a liberare l’impresa dai lacci delle burocrazia sia con lo stimolo alla semplificazione, sia con il ricorso strutturale alla sussidiarieta’ orizzontale’.(ANSA).
martedì 3 maggio 2011
(ASCA) – Roma, 3 mag – In Commissione industria riprende oggi l’iter del DDL 2626 contenente lo Statuto delle imprese. Il testo, gia’ approvato dalla Camera, punta con i suoi 17 articoli a rivedere varie disposizioni dell’ordinamento giuridico per garantire la piena applicazione della comunicazione europea relativa allo ‘Small business act’.
Alcune disposizioni puntano a favorire la competitivita’ delle micro, piccole e medie imprese con condizioni piu’ favorevoli, create dallo Stato, per la ricerca, l’innovazione, l’internazionalizzazione e la promozione del made in Italy. Gli approfondimenti, per i pareri, gia’ fatti in altre Commissioni hanno fatto emergere alcune riserve. In particolare il relatore della Lavori Pubblici Cicolani (PDL) nei giorni scorsi ha criticato un approccio legislativo tendente a modificare il Codice dei contratti pubblici con interventi frammentati, al di fuori di un coerente disegno organico.